lunedì 14 aprile 2014

Il Leone di Vetro – Speciale


Speciale dedicato al lungometraggio in fase di realizzazione per conto della Venicefilm che ripercorre le vicende di due famiglie, entrambe produttrici di vino, i Biasin e i Querini, all’alba del referendum con cui il Veneto è stato annesso all’Italia. Intervistiamo Salvatore Chiosi (regista), Maximiliano Hernando Bruno (attore e produttore) e Andrea Pergolesi (attore).

L'attore MAXIMILIANO HERNANDO BRUNO
Domande al regista Salvatore Chiosi
‘Il leone di vetro’ a cui fa riferimento il titolo è l’etichetta che attualmente contraddistingue le bottiglie del Consorzio Vini Venezia? Vuoi raccontarci come si è arrivati a questo sodalizio tra cinema e prodotti del territorio?
Le bottiglie con il leone inciso e con su scritto ‘Biasin Raboso’ sono state create apposta per il film. Ovviamente contengono il buon vino Raboso del Piave e sono state appunto presentate dalla Venice Film con una piccola brochure del film proprio nello stand espositivo del Consorzio Vini Venezia.Alessandro Centenaro e Maximiliano Hernando Bruno con Venice Filmrealizzano da tempo opere legate al territorio. Secondo me è stato – oserei dire – “quasi naturale” raccontare una storia che parlasse anche di un prodotto ‘simbolo’ di queste terre.
La prova sta proprio nel sostegno e nei patrocini che il film ha avuto: dal Consorzio Vini Venezia, dalla Regione Veneto, dalla Treviso Film Commission, dalla Associazione Borgo Malanotte e da tante realtà territoriali, vorrei ricordarle tutte, per esempio Ca’ di Rajo dove abbiamo girato delle scene, Ca’ Marcello dove abbiamo girato tutte le scene dei nobili Querini e molte altre. Insomma per me regista è stato proprio un piacere lavorare in questi luoghi e lasciarmi coinvolgere da questa meravigliosa avventura.
Borgo Malanotte è una perla del turismo culturale, un posto che si è conservato immutato nei secoli. Quali scene sono state girate in questa location e che tipo di studi sono stati fatti affinché non ci siano discrepanze con gli eventi storici realmente accaduti?
Come meraviglioso ed emozionante è stato girare a Borgo Malanotte, un luogo dove sembra che il tempo si sia fermato.
In genere nel cinema quando si fanno film storici, in costume, e si gira – come si dice – ‘dal vero’ si deve intervenire molto a livello scenografico.
A Borgo Malanotte gli interventi sono stati minimi. E questo la dice lunga sulla particolarità del luogo.
Lì abbiamo girato le scene del Municipio, il seggio elettorale, l’ufficio del Podestà, l’osteria e ovviamente la bellissima strada principale del Borgo.
Abbiamo girato sia di giorno che di notte. E sono davvero grato a tutti i residenti per aver non solo collaborato con noi, ma anche per aver ‘sopportato’ i nostri ritmi lavorativi e le nostre esigenze tecniche e artistiche (cito solo come esempio l’aver accettato di tenere spenti i televisori e i condizionatori d’aria per garantire una buona presa diretta). Per quanto riguarda poi la fedeltà storica mi sono affidato agli sceneggiatori e alle ricerche fatte da loro. È chiaro che anche io ho fatto le mie doverose ricerche per raccontare con scrupolo un momento della Storia d’Italia particolarmente delicato e tutt’ora oggetto di discussione. Devo anche dire che ho trovato interessante e stimolante il fatto che i produttori abbiano scelto me, meridionale di Napoli, per raccontare una storia sull’annessione del Veneto all’Italia. Una bella scommessa per me e per Venice Film! Nelle mie ricerche sull’annessione del Veneto all’Italia poi, ho trovato notevoli affinità con ciò che qualche anno prima accadde nel meridione in quello che era il Regno delle Due Sicilie. Confesso che il mio studio su quel periodo storico mi ha dato modo di guardare la mia Storia… la nostra Storia, con occhi nuovi ma soprattutto mi ha spinto a pormi di fronte alla sceneggiatura de ‘Il Leone di vetro’ – posso dirlo con estrema sincerità – con rispetto ed onestà. Chiudo aggiungendo solo questo: mi auguro di essere riuscito a raccontare con ‘Il Leone di vetro’ una ‘piccola storia’ con il cuore, una ‘piccola storia’ che in fondo appartiene a tutti noi.
MAXIMILIANO HERNANDO BRUNO
Domande a Maximiliano Hernando Bruno:
Nel film ‘My name is Ernest’ di Emilio Briguglio interpreti il Caporale Amedeo. Come ti sei preparato per poterti calare in maniera ottimale nel personaggio?
Per interpretare il caporale Amedeo ho cercato di  rivivere il mio periodo da caporale nell'esercito italiano, quando ero un paracadutista della folgore. Ho semplicemente rivissuto quella esperienza riportandola sul set. Era l’unica cosa più vicina ad uno scenario di guerra nella mia vita… fortunatamente. Anche se nulla può paragonarsi ad una guerra vera, ho semplicemente ricreato il malessere di dover essere lontano da casa, dai propri cari, dalla ragazza per un lungo periodo.Solitudine, mancanza di libertà, essere costretti a fare qualcosa che non è stato scelto da te…. ma imposto da qualcun altro. Ho tirato fuori tutto questo e l’ho riportato nella mia interpretazione.
Sei produttore de “Il leone di vetro”: cosa ti ha spinto a credere nel progetto?
Quando mi è capitato fra le mani il soggetto di “Il Leone di vetro” ho subito pensato ad una storia avvincente. Una storia poco conosciuta che valeva la pena di essere raccontata sul grande schermo. Qualcosa avvenuto più di cento anni fa ma per molti aspetti una storia molto attuale. Per esempio si parlava di referendum, tasse, famiglie costrette ad immigrare in cerca di una vita migliore. Ma ancheguerra, amore, tradimenti… insomma tutti gli ingredienti per un bel film.
L'attore ANDREA PERGOLESI
Domande ad Andrea Pergolesi unico attore veneto ad andare al Festival di Cannes 2011 in quanto comprimario nel film ‘Impardonnables’ diretto da André Téchiné
Hai un’ottima formazione teatrale all’interno del teatro A l’Avogaria di Venezia e hai avuto ruoli in primo piano in spettacoli tratti dai testi di Durrenmatt e Brecht. Che tipo di differenze hai riscontrato nel lavorare a teatro e al cinema?
La formazione teatrale a mio parere è indispensabile per essere un bravo attore (ciò non vuol per forza dire che io lo sia, naturalmente). La differenza è che se a teatro si gioca a “buttar tutto fuori”, cioè a canalizzare l’interpretazione verso l’esterno, verso gli spettatori, al cinema è la macchina da presa che viene a cercare la tua interpretazione, cosicché ci si può permettere di essere più intimisti. In un primo piano basta muovere un sopracciglio per far diventare fortissimo un movimento, ad esempio. Bisogna anzi stare attenti a non far troppo, anche se questo non significa che invece uno sul palco debba dimenarsi come un pazzo, è però un indirizzamento, un contenimento differente delle proprie caratteristiche espressive.
Hai frequentato un workshop intensivo presso il Teatro Stabile del Veneto. Mi puoi dire qualcosa di più?
Il workshop è durato quasi un mese, con i maestri Massimiliano Civica e Duccio Camerini, quello di Civica si è concentrato su un testo di Tiziano Scarpa che ha seguito con noi le lezioni, mentre quello di Camerini su un testo scritto da lui. E’ stato lo Stabile a chiamare e  a scegliere gli attori, per lo più della Terrani (Padova), poi c’era uno della Garrone (Bologna), uno della Nico Pepe (Udine) e io dell’Avogaria. La cosa più innovativa è che lo Stabile ha investito sulla formazione, quindi pagando gli attori che partecipavano, con minimo salariale giornaliero, come fosse uno spettacolo.
Camilla Bottin

giovedì 10 aprile 2014

IL LEONE DI VETRO PRESENTATO AL VINITALY DI VERONA

In programma il . Il nuovo lungometraggio di Venicefilm  

Il leone di vetro


Presentazione del lungometraggio che ripercorre le vicende di due famiglie, entrambe produttrici di vino, i Biasin e i Querini, all’alba del referendum con cui il Veneto è stato annesso all’Italia.
L'attore MAXIMILIANO HERNANDO BRUNO

Vinitaly 012
Promozione del territorio veneto e dei vini Raboso e Malanotte del Piave, questi gli ingredienti del lungometraggio storico – culturale “Il Leone di vetro” prodotto daVenicefilm e presentato in anteprimamartedì 8 aprile nello stand del Consorzio Vini Venezia all’interno di Vinitaly. «Per la prima volta grazie a un film – spiega Giorgio Piazza, il Presidente del Consorzio Vini Venezia – i nostri prodotti vengono inseriti all’interno di una cornice storica che si situa agli albori della Regione Veneto e dell’Italia. Le vicende della famiglia Biasin si svolgono nel 1866 tra la fine della Serenissima Repubblica di Venezia e la nascente Unità d’Italia». Questo «modo intelligente di far parlare di sé un territorio» si riallaccia a questioni che mettono in primo piano l’identità e la sostenibilità e per farlo si ricorre a un vino, il Malanotte, in grado di «esprimere sensazioni piacevoli e gradevoli, in quanto simbolo di grande qualità e spessore». Il film, una nuova produzione della Treviso Film Commission, uno dei quattro rami del Consorzio di Promozione Turistica, è stato girato in buona parte nei luoghi di produzione del Raboso e del Malanotte, quindi territori che si situano a destra del Piave. «La Treviso Film Commission – spiega il direttore Alessandro Martini – si è incrociata due anni fa con la Venicefilm e da allora le garantisce la sua assistenza a diverse produzioni cinematografiche e televisive. La prossima settimana saremo in prima serata con una fiction su RaiUno che si intitola “La Tempesta”, noi vogliamo raccontare il territorio attraverso la cultura, le tradizioni e i prodotti tipici». In quanto regione prima produttrice nazionale con circa nove milioni di ettolitri di cui quattro milioni e mezzo con etichetta «possiamo dire che produciamo parecchio vino di qualità – spiega il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia – arrivando ad eguagliare la domanda con l’offerta». Dietro al vino c’è un territorio, una «marcia in più» per l’«identità del Veneto»: tra le location spicca Borgo Malanotte, impegnata dal 1995 in una ristrutturazione. «Se Olmi dovesse rigirare ‘L’albero degli zoccoli’ – continua Zaia – sceglierebbe sicuramente questo borgo in cui sembra che si sia fermato il tempo». Approfondendo un momento storico in cui «l’Italia era divisa in sette stati» il regista Salvatore Chiosi si è detto «felice del frutto realizzato con grande fatica e passione» e ha ringraziato gli attori tra cui Christian Iansante, Andrea Pergolesi e Maximiliano Hernando Bruno e lo staff che ha contribuito a fare di questo film un prodotto unico. «Andate a vederlo – ha concluso – è cinema vostro, regionale».
Il presidente della regione veneto LUCA ZAIA
Camilla Bottin




L'attore doppiatore CHRISTIAN IANSANTE
Il regista SALVATORE CHIOSI

sabato 1 marzo 2014

Intervista a Maximiliano Hernando Bruno


In occasione dell'anteprima del film "My Name is Ernest" al teatro La Fenice di Venezia, l'attore Maximiliano Hernando Bruno racconta il suo personaggio (caporale Amedeo) e spiega la sua preparazione al film.



                    

giovedì 31 ottobre 2013

"IL LEONE DI VETRO" Riprese ultimate per un film molto atteso.


Il Leone i vetro’, lungometraggio storico ambientato tra Venezia e le terre del Piave. Prodotto da Venice Film, in coproduzione con Cultour Active, la regia è stata affidata a Salvatore Chiosi.  Il film, girato in buona parte nei luoghi di produzione del Raboso del Piave Doc e del Malanotte del Piave Doc, oltre al valore storico, culturale e cinematografico, sarà uno strumento attraverso cui valorizzare e promuovere soprattutto all’estero il territorio.

Maximiliano Hernando Bruno nel ruolo di Spartaco Biasin.


La trama in breve:
 siamo nel 1866, nei giorni che precedono il referendum del 22 ottobre che, di fatto, sancirà l’annessione del Veneto al Regno d’Italia. Attraverso le vicende di due famiglie venete, i Biasin che da generazioni producono e commerciano vino in tutta Europa, ed i Querini, aristocratici in decadenza, si vuole narrare con un tono avvincente e cinematografico il periodo tra la caduta di Venezia e la sua annessione all’Italia. Non mancheranno conflitti, rivelazioni e intrecci amorosi.

La famiglia Biasin: Andrea Pergolesi, Maximiliano Hernando Bruno, Claudio De Davide e Christian Iansante.




Eleonora Panizzo , Sara Ricci e Christian Iansante.

Spartaco Biasin (Maximiliano Hernando Bruno)



Una scena di "Il Leone di Vetro"

Cast:  Claudio De Davide...........................Alvise Biasin
          Christian Iansante............................Iacopo Biasin
          Maximiliano Hernando Bruno.........Spartaco Biasin
          Sara Ricci........................................Cecilia Querini
          Andrea Pergolesi.............................Marco Biasin
          Carla Stella......................................Marta Biasin
          Stefano Scandaletti..........................Piero
          Eleonora Panizzo.............................Elena Querini
          Alvaro Gradella................................Podestà


venerdì 18 ottobre 2013

Trailer di "My name is Ernest" presentato a Venezia.


Lungometraggio, girato lo scorso autunno in Veneto, prodotto dalla padovana Venice Film Production in collaborazione con Running Tv International (sempre di Padova), del regista anch’esso patavino, Emilio Briguglio, con un cast veneto e nordestino. Presentazione del trailer del film sul periodo veneto di Hemingway:   spazio Regione del Veneto - 70° edizione Mostra del Cinema di Venezia. 

Nello spazio della Regione del Veneto, alla 70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia, presentato il trailer del film “My name is Ernest” del regista padovano Emilio Briguglio.

Con “My name is Ernest” si sono voluti ricostruire i due macro-periodi in cui Hemingway ha conosciuto il Veneto, mettendo in evidenza, come questa sua grande passione per la nostra terra, lo abbia profondamente ispirato nel corso della sua vita e nella realizzazione di alcuni dei suoi capolavori: Addio alle armi e Al di là del fiume tra gli alberi.

Il film “My name is Ernest”, composto da una parte documentaristica unita ad una parte più prettamente cinematografica, tratta la figura di Hemingway in un'ottica completamente nuova, facendo emergere non tanto la sregolatezza della sua vita quanto la purezza del suo genio. Grazie ad immagini provenienti da archivi originali dell'epoca, a preziose testimonianze di persone strettamente legate all'esperienza di Hemingway in Veneto e, soprattutto, alla ricostruzioni di accurati set cinematografici, lo spettatore sarà accompagnato in un viaggio non solo nel tempo ma nell’animo di quello che è stato uno degli scrittori più importanti del ‘900.

Girato nell’autunno del 2012 fra Torre di Mosto, i Colli del Montello, Chioggia, Abano Terme, Fossalta di Piave, Verona, Padova, Cortina, Caorle, Schio, il film ripercorre i periodi storici che il grande scrittore americano, Ernest Hemingway, ha trascorso in Veneto, nel corso della prima guerra mondiale, come volontario della Croce Rossa, e nel secondo dopoguerra, in un periodo di vacanza, in cui fece diventare celebri località come Cortina, Caorle, ecc…

Il lungometraggio, prodotto dalla padovana Venice Film Production, in collaborazione con Running Tv International - sempre di Padova - è stato sostenuto dalla Treviso Film Commission e dal Consorzio di Promozione turistica Marca trevigiana, e finanziato parzialmente dal fondo per il cinema della Regione del Veneto, ha ottenuto altresì l’eleggibilità culturale dal MIBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali).

Molti fra gli interpreti sono veneti o provenienti dal Nordest come: i padovani, Stefano Scandaletti, Premio Off 2011, che interpreta il Barone Franchetti, Eleonora Bolla, vista nell’ultima serie tv “Sposami”, che interpreta l’amore giovanile di Hemingway, Agnes Von Kuroswky, Carla Stella, Vasco Mirandola, Alessandro Bressanello, Marco La Ferla, Carlo D’Addio - lo zio del Toso in “Faccia D’Angelo”, tutti di Padova, Diego Pagotto di Conegliano, “il Doge” in “Faccia D’Angelo”, accanto a Germano, la veronese Giulia Cailotto.

Ad interpretare l’altro grande amore dello scrittore, incontrato in Veneto, la nobildonna Adriana Ivancich, l’attrice friulana Anita Kravos, vista recentemente nell’ultimo film di Sorrentino “La Grande Bellezza”. Presenti anche Giorgio Careccia - Io non ho paura, Non ti muovere, Romanzo criminale, Vallanzasca - e Maximiliano Hernando Bruno, in tv con “Squadra Antimafia” e "Cugino e Cugino" al cinema con "Caribbean Basterds" di Enzo G. Castellari.


                     

Maximiliano Hernando Bruno con due film alla 70° mostra del cinema di Venezia.


"My Name is Ernest" e "Il Leone di Vetro" presentati alla mostra del cinema di venezia. 
Regista e cast di "Il Leone di Vetro"

Il primo già ultimato con la visione in anteprima del trailer, il secondo invece presentato come progetto cinematografico a pochi giorni dal primo ciak. L'attore Maximiliano Hernando Bruno presente in entrambi i progetti, come interprete in "My Name is Ernest", e nel doppio ruolo di attore/produttore nel caso di "Il Leone di Vetro". L'attore sceglie l'amico regista Salvatore Chiosi per il suo primo film da produttore. I due si sono conosciuti nel 2010 sul set di "Cugino e Cugino" in cui Maximiliano Hernando Bruno interpretava il ruolo di Delgado. 
Maximiliano Hernando Bruno
L'attore/doppiatore Christian Iansante e Maximiliano Hernando Bruno, saranno Padre e Figlio in "Il Leone di Vetro".

Servizio giornalistico sulla presentazione:

giovedì 25 luglio 2013

Maximiliano Hernando Bruno presenta in anteprima il trailer del film "My Name is Ernest" e parla del suo personaggio Amedeo.


Il film narra i due macro-periodi di Hemingway in Veneto, mettendo in evidenza come questa sua grande passione per questa regione lo abbia profondamente ispirato nel corso della sua vita e nella realizzazione di alcuni suoi capolavori ("Addio alle armi" e "Al di là del fiume tra gli alberi").
Il film “My name is Ernest”, composto da una parte documentaristica unita ad una parte piu' prettamente cinematografica, tratta la figura di Hemingway in un'ottica completamente nuova, facendo emergere non tanto la sregolatezza della sua vita ma soprattutto la purezza del suo genio.



Il mio personaggio (caporale Amedeo) vive in prima persona il dramma della prima guerra mondiale. Lontano da casa e senza la certezza di poter conoscere il figlio appena nato a Roma. La mancanza degli affetti rendono la vita di trincea sul Piave ogni giorno più insopportabile. Il tutto viene reso ancora più difficile dall'arrivo di una lettera dove la moglie inserisce  il calzino del figlio...intanto gli Austriaci stanno per attaccare..




Trailer 
                                         

 Regia Emilio Briguglio

   Produzione VeniceFilm Production   in collaborazione con
   Running TV International
   Durata 80 min circa

   Cast artistico:   Stefano Scandaletti
   Anita Kravos
   Giorgio Careccia
   Maximiliano Hernando Bruno
   Diego Pagotto
   Eleonora Bolla
   Alessandro Bressanello
   Daniela Foa’
   Carla Stella
   Vasco Mirandola
   Sara Lazzaro
   Rampin Gaetano
   Lorenzo Felisatti

venerdì 28 settembre 2012

 

Film su Hemingway, ieri ressa alle riprese


NERVESA. «Vogliamo portare il film girato a Nervesa alla mostra di Venezia L'anno prossimo»: questo il progetto di Alessandro Centenaro che ha prodotto per Venicefilm Producion srl My name is Ernest-H...

Diego Pagotto, Maximiliano Hernando Bruno e Giorgio Careccia.




24 settembre 2012