martedì 11 settembre 2018
domenica 2 settembre 2018
RED LAND (Rosso Istria)
It's September 1943, the days when chaos breaks out in the parts of Italy tormented by the war. Marshal Badoglio, head of the Italian government, manages to get the Allied forces to agree to an armistice and flees Rome along with the king, leaving Italy in pandemonium. The army can no longer tell who the enemy is and who is on their side. The story becomes a tragedy for the soldiers, who are left to their own defenses, but also and especially for the civilians of Istria, Fiume, Giulia and Dalmatia, who now must face a new adversary: Tito's partisans, steadily advancing and driven by anti-Italian rage. In this dramatic historical context, Norma Cossetto emerges as a key figure - a young Istrian woman, student of the University of Padua, barbarically raped and murdered by Tito's partisans - chosen for this brutal crime only because she was guilty of being Italian. In Visinada the Italian collaborators help Tito's partisans gain control of the town. Mate, the partisan leader, intends to terrorize the people of Visinada. Norma, along with many others, is arrested for information. This doesn't worry their families, who assume that everything will be resolved with some simple questioning. But that will not be the case. The Germans are ready; Operation Cloudburst is on its way from Trieste. The German-Italian troops take Istria back, town by town. Mate and his men retreat from Visinada but take about thirty prisoners with them, including Norma. The epilogue will be something that history has hidden for a very long time. The Germans take Visinada as well, but there isn't enough time to track down and save those who are about to undergo what was only the beginning of the atrocities inflicted upon thousands of Italians until the end of the war.
venerdì 17 novembre 2017
mercoledì 8 novembre 2017
Red Land (Rosso Istria) - In Theatres 2018, a film by Maximiliano Hernando Bruno
It's September 1943, the days when chaos breaks out in the parts of Italy tormented by the war. Marshal Badoglio, head of the Italian government, manages to get the Allied forces to agree to an armistice and flees Rome along with the king, leaving Italy in pandemonium. The army can no longer tell who the enemy is and who is on their side. The story becomes a tragedy for the soldiers, who are left to their own defenses, but also and especially for the civilians of Istria, Fiume, Giulia and Dalmatia, who now must face a new adversary: Tito's partisans, steadily advancing and driven by anti-Italian rage. In this dramatic historical context, Norma Cossetto emerges as a key figure - a young Istrian woman, student of the University of Padua, barbarically raped and murdered by Tito's partisans - chosen for this brutal crime only because she was guilty of being Italian.
venerdì 27 ottobre 2017
giovedì 26 ottobre 2017
venerdì 25 novembre 2016
Geraldine Chaplin racconta l'esodo nel film RED LAND (Rosso Istria) di Maximiliano Hernando Bruno
Geraldine Chaplin: «Racconto l’esodo»
La figlia del grande Charlot è a Trieste per girare “Rosso Istria” film sulla morte di Norma Cossettodi Beatrice Fiorentino
TRIESTE. Geraldine Chaplin è a Trieste. L'attrice britannica, figlia primogenita di Charlie Chaplin e della sua quarta moglie Oona O'Neill, nipote del drammaturgo statunitense Premio Nobel per la letteratura Eugene O'Neill, è arrivata ieri pomeriggio in città con l'intenzione di trattenersi solo per un giorno, impegnata al Magazzino 18 sul set del film "Rosso Istria". Il lungometraggio, che porterà la firma dell'attore argentino Maximiliano Hernando Bruno, passato per la prima volta dietro alla macchina da presa, è ispirato alle vicende di Norma Cossetto, studentessa istriana seviziata e uccisa da un gruppo di partigiani nel 1943. Prodotto dalla Venice Film, "Rosso Istria" è stato scritto da Antonio Belluco, già al centro di polemiche per il suo precedente "Il segreto di Italia". Uno dei produttori, Alessandro Centenaro, mette le mani avanti: «Questa non è una storia di parte - afferma - e siamo indignati che la Film Commission Fvg non abbia sostenuto il progetto». «Il progetto è stato esaminato dalla commissione - replica Federico Poillucci, presidente della Film Commission - la valutazione non dipende solo dalla valenza storica e territoriale del progetto, ma anche da criteri di tipo industriale, produttivo e distributivo che non erano sufficienti». Accanto a Geraldine Chaplin, estranea a qualsiasi polemica, nel cast sono annunciate altre presenze internazionali come quella di Franco Nero, Sandra Ceccarelli ma anche dell'attore del Teatro Stabile Sloveno Romeo Grebenšek, arrivato attraverso l'agenzia TriesteCasting a uno dei ruoli principali. Geraldine Chapline ha settantatré anni in un corpo agile come quello di una ragazzina. Colei che ha vestito i celebri panni di Tonya, la moglie di Omar Sharif nel film di David Lean "Il dottor Zivago" ricorda il passato con affetto ma vive con entusiasmo il presente.
Che ruolo interpreta in "Rosso Istria"?
«Il ruolo di Giulia Visantrin, - risponde - amica dei Cossetto. È una piccola apparizione che fa da cornice alla storia. Appare all'inizio, quando è ancora bambina, e alla fine, quando è ormai una donna anziana che ricorda i fatti traumatici del passato. È un film sulla memoria, e suoi ricordi che non svaniscono. Si pensa che il tempo possa cancellare tutto, curare le ferite, ma non è così. Anzi, le memorie atroci ti accompagnano per tutta la vita. Giulia ha vissuto qualcosa di terribile e vuole che si sappia».
Conosceva i fatti storici che riguardano l'esodo istriano prima di accettare la parte?
«No, non questi in particolare. Ma in ogni guerra ci sono mille storie. Prima le raccontano i vincitori, poi gli sconfitti, e in mezzo ci sono altre mille storie da raccontare, piene di dolore e atrocità. Maximiliano, il regista, vuole che non si dimentichi».
Cos'è che l'ha convinta ad accettare questa parte?
«Mi è piaciuta subito la sceneggiatura per come è impostata, è molto particolareggiata. È come se ci fossero già gli stacchi, puoi già intuire quello che sarà il film una volta montato. C'è un'idea molto precisa di regia».
E qual è il messaggio?
«Non mi pare che ci sia un messaggio. Odio i film con un messaggio. Semplicemente c'è un monito, un invito a non dimenticare il passato. Ci sono storie che non si raccontano a scuola. Ed è questo il caso».
Sulla carta sembra una storia di divisioni. Forse il film dovrebbe proprio mettere in guardia dai pericoli delle divisioni?
«Speriamo che la storia non si ripeta, ma tutto sembra portare in quella direzione. E in questo senso dico che qualsiasi opportunità di ricordare il passato va colta. Soprattutto l'arte deve occuparsene. E soprattutto in tempi come questi».
Immagino che essere la figlia di un grande come Charlie Chaplin comporti onori e oneri.
«È semplicemente fantastico, non c'è un solo aspetto negativo. Non solo perché è stato il genio del secolo scorso, e probabilmente continua ad esserlo, ma anche perché la gente lo amava».
Ha lavorato anche nel cinema italiano. Zeffirelli, Guadagnino, Muccino…
«E anche con Nelo Risi, nel 1966. Ci pensavo proprio l'altro giorno perché anche quella era una storia di
guerra, si intitolava "Andremo in città" e abbiamo girato a Novi Sad, nell'ex Jugoslavia. Ma in quel film i partigiani erano eroi. È interessante perché è quasi speculare a "Rosso Istria". Il rovescio della medaglia. Perché in guerra non ci sono buoni e cattivi».
Geraldine Chaplin nel Film Opera Prima di Maximiliano Hernando Bruno RED LAND (Rosso Istria)
La figlia di Chaplin arriva a Trieste per il film verità sulle Foibe
Geraldine Chaplin, figlia primogenita di Charlie Chaplin, è arrivata a Trieste per le riprese di “Rosso Istria – I giorni della vergogna”, il film scomodo che racconta la storia di Norma Cossetto e le persecuzioni partigiane
Geraldine Chaplin, figlia primogenita di Charlie Chaplin e della sua quarta moglie Oona O’Neill, è arrivata a Trieste pronta a vestire i panni di Giulia sul set del film “Rosso Istria – I giorni della vergogna”.
Geraldine Chaplin, figlia primogenita di Charlie Chaplin, è arrivata a Trieste per le riprese di “Rosso Istria – I giorni della vergogna”, il film scomodo che racconta la storia di Norma Cossetto e le persecuzioni partigiane
Geraldine Chaplin, figlia primogenita di Charlie Chaplin e della sua quarta moglie Oona O’Neill, è arrivata a Trieste pronta a vestire i panni di Giulia sul set del film “Rosso Istria – I giorni della vergogna”.
La pellicola racconta la storia di Norma Cossetto, giovane studentessa istriana che, nel 1943, è stata gettata nella foiba di Villa Surani dai partigiani jugoslavi.
“Un film sulla memoria e sui ricordi che non svaniscono. Si pensa che il tempo possa cancellare tutto, curare le ferite, ma non è così. Anzi, le memorie atroci ti accompagnano per tutta la vita”. Ha commentato la Chaplin a Il Piccolo di Trieste a proposito del lungometraggio che l’ha condotta a varcare la soglia di quel “luogo pieno di fantasmi” – come lei stessa lo ha definito – che è il Magazzino 18. L’ormai famoso deposito di masserizie degli esuli, vero e proprio sacrario della memoria storica, dove si svolge la scena iniziale del film.
Il film
Il soggetto è di Antonio Belluco, figlio di esuli, mentre alla regia debutta il giovane attore italo-argentino Maximiliano Hernando Bruno. La produzione è targata Venice Film srl. La pellicola, ambientata tra Trieste, Padova e Grisignana d’Istria si concentra sulla storia della ventitreenne Norma Cossetto dalla cui tesi di laurea in lettere e filosofia è tratto anche il titolo del film. Una tesi che Norma non riuscirà a discutere perché, all’indomani dell’8 settembre, pagherà con la vita la scelta di non unirsi al movimento partigiano attivo in quei territori. Arrestata e condotta nell’ex-caserma della Guardia di Finanza di Parenzo, venne legata ad una tavola di legno e ripetutamente abusata dai suoi carcerieri. La notte tra il 4 e 5 ottobre fu gettata ancora viva nella foiba di Villa Surani da cui sarà estratta ormai cadavere, insieme ad altri 26 prigionieri, qualche giorno più tardi.
Una nuova sfida per la cultura
Anche se, come ha confermato la Chaplin, il film non contiene un messaggio politico ma semplicemente “un monito, un invito a non dimenticare il passato”, la cultura italiana è ancora ostaggio della “storiografia dei vincitori”. Basti pensare all’accoglienza riservata alla pellicola sull’eccidio partigiano di Codevigo dal titolo “Il segreto di Italia”, precedente fatica di Belluco, ma anche a “Magazzino 18”, celebre pièce teatrale di Simone Cristicchi. Entrambe le opere, duramente boicottate da Anpi e centri sociali, devono la loro diffusione al passaparola del pubblico, al sostegno delle famiglie delle vittime ed a quanti credono che la verità storica sia un passaggio chiave per la pacificazione nazionale. Una scommessa troppo rischiosa per i produttori cinematografici che spesso preferiscono fare marcia indietro, come potrebbe esser accaduto alla Film Commission Fvg che – per ragioni “meramente industriali” – ha deciso di non contribuire alla realizzazione del film sulla Cossetto.
domenica 4 settembre 2016
lunedì 13 giugno 2016
lunedì 18 aprile 2016
ROSSO ISTRIA, le riprese a Padova. Un film di Maximiliano Hernando Bruno
A Padova sono iniziate le riprese del film “Rosso Istria – I giorni della vergogna”, dedicato al dramma dell’esodo da Fiume, Giulia e Dalmazia e in particolare sulla tragica vicenda di Norma Cossetto, torturata, violentata e gettata in una foiba. Era una giovanissima studentessa istriana, laureanda all’Università di Padova nella facoltà di Lettere e Filosofia. In quei giorni del 1943 stava preparando la tesi intitolata “Istria Rossa”, riferendosi ai giacimenti di bauxite della zona, fu barbaramente violentata e poi uccisa dai partigiani slavo comunisti a soli 23 anni.
Il regista, Maximiliano Hernando Bruno, è un giovane attore italo-argentino, molto attento, dietro ai suoi occhiali da sole a specchio non tralascia particolari e rimproveri di scena.
Le riprese patavine si effettueranno nella cornice dello storico Caffè Pedrocchi e Via del Municipio che divide Palazzo Bo, sede dell’Università di Padova e Palazzo Moroni, sede dell’attuale Municipio, dal pennacchio del quale sventola la bandiera sabauda prestata dal Signor Roman, esponente delle Guardie delle Reali Tombe del Pantheon.; proseguiranno ad Arquà Petrarca, dove saranno girate le scene finali.
Tra i protagonisti del film, la cui sceneggiatura è stata scritta da Antonello Belluco, regista eclettico e già impegnato sul tema dei tragici fatti degli eccidi per mano dei partigiani, ricordando il bellissimo quanto boicottato “Segreto di Italia” sulla strage di Codevigo, c’è Selene Gandini che impersona Norma e il grande Giorgio Albertazzi nei panni del Professor Ambrosi, che tanto aiutò la Cossetto. “Rosso Istria” sarà presentato alla prossima Mostra del Cinema di Venezia e uscirà nelle sale alla fine del 2016. «Abbiamo voluto trattare un argomento delicato con obiettività rispettando con rigore i fatti storici, anche per spiegare alle giovani generazioni quanto è accaduto e per rendere in qualche modo giustizia alle popolazioni che hanno vissuto enormi sofferenze», ha commentato Alessandro Centenaro, responsabile dell’organizzazione. Per 60 anni si è voluto negare perché fa paura la verità. Ora la verità sarà sul grande schermo.
Marina Buffoni
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